6.archplace

“Archplace” is a space at the Pistoletto Foundation taken over by the artist-in-residence of Unidee 2009.  It was once called Roggia or canale d’aqua, because through it flowed water supplying three neighboring factories. It consists of a small basement area with an arch-shaped opening, with a surface of 7 m2. Housed in the foundations of the building where the Michelangelo Pistoletto collection and arte povera are displayed, this is the one part, which has yet to be renovated.

It has now become a space for art: a proposal to experiment and interact in an improvised and spontaneous way within a concrete space inside Cittadellarte.

Perforamnces, site-specific installations, collaborations by the residents and works in progress can all be found there.

It is a place where the residents of Unidee can communicate, through art, with the “Citadini” and the public.

Following the principle of the project-room, works are created here specific to the space. Most often, they take the form of three-day exhibits.

The “Archplace” space was initiated by Julia Staniszewska* and David Behar-Perahia, unidee residents, who decided that it’s a democratic place run without curatorial aid.

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* Originally Julia Staniszewska’s project in cittadellarte was concerning a research for the non-profit art place, Witryna, founded and curated with Agnieszka Sural (curator and art historian) beginning in September 2007. The Witryna project-room was situated in a big ex shop-window in the center of Warsaw. It was 6m2 and functioned on the edge of a public space, open 24 hours and available for any visitor passing by. The invited artists created site-specific projects in this space. Unfortunately and unexpectedly Julia Staniszewska and Agnieszka Sural were obliged to close Witryna in June 2009 because of problems with the owner of the space, a Warsaw Cultural Department employee. The director used her power to pressure the curators to exhibit the artists she was suggesting. They suspended Witryna’s activity and made this conflict public by publishing an open letter (signed by 30 important artists, curators and critics). In August 2009 they submitted an application for a grant for a project called ”Homage” (in collaboration with Polish artist Marcel Krul) which aimed at constructing a mobile replica of the space. During a week action the model of Witryna would travel through the city of Warsaw. Documentation of 15 projects organized at Witryna is available on the website: www.dobrawitryna.com

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“Archplace” è uno spazio all’interno della Fondazione Pistoletto gestito dagli artisti in residenza Unidee 2009. Un tempo era chiamato “Roggia” o “canale d’acqua”, perché vi scorreva l’acqua che riforniva tre fabbriche vicine. Lo spazio consiste in un piccolo seminterrato con un’apertura a forma di arco e una superficie di 7 mq. E’ ospitato nell’edificio della Fondazione in cui è esposta la collezione di Michelangelo Pistoletto e quella di arte povera e si trova in una parte che deve essere ancora restaurata.

E’ diventato un luogo per l’arte. Una proposta di sperimentazione e interazione secondo  modalità improvvisate e spontanee all’interno di un nostro proprio spazio nella Cittadellarte.

In “Archplace” avvengono performances, installazioni site-specific, collaborazioni tra i residenti e progetti in progress.

Un luogo dove i residenti di Unidee possono comunicare attraverso l’arte, con i “cittadini” e il pubblico.

Seguendo il principio della project room vengono creati lavori specifici di cui la maggior parte assume spesso la forma di mostre della durata di tre giorni.

“Archplace” nasce da un’idea di Julia Staniszewska[1] e di David Behar-Perahia, residenti Unidee, che hanno deciso di gestire questo posto in modo democratico e senza aiuto curatoriale.


[1] Inizialmente il mio progetto alla Cittadellarte riguardava una ricerca per lo spazio non-profit, Witryna, che ho fondato e curato con Agnieszka Sural (curatrice e storica dell’arte) all’inizio settembre del 2007.

La project room Witryna si trovava in una grande ex-vetrina nel centro di Varsavia. Era di 6 mq e funzionava come uno spazio pubblico, aperto 24 ore e disponibile ai passanti. Gli artisti invitati vi hanno creato progetti site-specific. Purtroppo e inaspettatamente ci hanno obbligato a chiuderlo nel giugno del 2009 a causa di problemi con il proprietario dello spazio che è un impiegato del Dipartimento Culturale di Varsavia. La direttrice ha usato  il suo potere per spingerci a presentare artisti suggeriti da lei. Abbiamo sospeso l’attività e reso questo contrasto pubblico attraverso una lettera aperta (firmata da 30 importanti artisti, curatori e critici). Nell’agosto del 2009  abbiamo presentato una domanda di partecipazione per una borsa di studio per un progetto chiamato “Omaggio” (in collaborazione con l’artista polacco Marcel Krul) che mira a costruire una replica mobile del nostro spazio. L’azione avrebbe la durata di una settimana e diventerebbe il modello di Witryna che si muove attraverso la città di Varsavia. La documentazione dei 15 progetti che abbiamo organizzato a Witryna si trova sul nostro website: http://www.dobrawitryna.com

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The first “Archplace” project, Diego Bonetto’s installation “THE WEED ONE” took advantage of the situation of the space. Diego highlighted the plants growing in the space, installing labels and descriptions for them.

Il primo progetto “Archplace”, l’installazione “Quello delle erbacce” di Diego Bonetto, ha usato ciò che era già nello spazio. Diego ha messo in evidenza le piante che vi crescono, mettendo cartelli con descrizioni delle stesse.

Diego Bonetto “THE WEED ONE” 30.07-03.08.09

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GRATA COLLETTIVA

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Saioa Olmo Alonso “HIDDEN DESIRES” 07.08-10.09.2009

The project represented an outgrowth from Saioa’s research into desires and plans for the future. Saioa invited participants to write down their secret desires and tie them to the metal grate.

“I desideri nascosti” di Saioa Olmo Alonso sono stati uno sviluppo della sua ricerca sulle aspirazioni e i piani del futuro. Saioa ha invitato i partecipanti a scrivere i loro desideri segreti e legarli alla grata di metallo.

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Are our desires the motor of our actions?

Are they the first step to get closer to the reality we would like to live?

Can we formulate them in a clear way?

What induces them?

Cecilia Guida *PERFORMANCE WITH A VIOLIN *10-11.09.2009

*(IT’S NOT A CONCERT, IT’S NOT A LESSON, IT’S ABOUT COLOR)*

Cecilia Guida ha deciso di fare una performance con il violino che ha ricevuto dal padre. Ne ha rimosso la vernice, smontato, ridipinto e infine rimontato lo strumento.

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Cecilia wrote the text for the performance.

“Two years ago I received a violin as a gift. I was surprised because I’m not able to play it. I would need time, energy and above all will to learn. But I don’t want to do it. I don’t have an ear for music; when I was child I took piano lessons but unsuccessfully, I had problems with rhythm and I was often out of time. I still remember the frustration, maybe the first one, the big one, I felt. When Julia and David talked to us about Archplace, I thought to use this space to do an action with the violin. I will stay there for two days during which I will disassemble it, remove the varnish with sand paper, re-paint it with white colour and finally reassemble it. With this intervention I will transform the violin from an instrument to be used into an object to be admired. This is the only meaning I can give to an incomprehensible gift I received from my father.”

Marcela Ceballos “UFFICIO ESTETICA” 17, 18, 19.09.2009

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Julia Staniszewska “CAGE” 28, 29, 30.09.2009

an audio work,  every hour on the hour, a donkey bleat sounded out of “Archplace”

Julia Staniszewska ha presentato un lavoro sonoro intitolato “Gabbia”. Allo scoccare di ogni ora il raglio di un asino ha risuonato all’esterno di “Archplace”.

David Behar “PLACE WITH THE VIEW” 1, 2.10.2009

A site specific video projection, which related to the original function of the space as a water canal. It suggested a new architectural experience of that place, as seen from the courtyard. The work functioned only during night time.

Il lavoro “Stanza con vista” di David Behar-Perahia è stato una videoproiezione site-specific legata alla funzione originale del luogo come canale d’acqua. Essa ha suggerito una nuova esperienza architettonica dello stesso, così come è vista dal cortile.

L’ufficio Architettura della Cittadellarte sta lavorando a un progetto per restituire allo spazio la sua funzione originale. Nel frattempo l’arte l’ha occupato fluendovi al suo interno.

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